lunedì 25 gennaio 2010



Il mito, la leggenda e ..... la dura realtà
Salvo Lamartina

Crocevia di bellezze incontaminate e spaventose creature degli abissi (Scilla e Cariddi), di miti e leggende (Colapesce) e della cruda realta’ dei terremoti.
Scilla e Cariddi, Colapesce, i terremoti.... e’ come se miti e leggende gettassero costantemente la loro ombra sugli eventi reali che coinvolgono, e spesso sconvolgono e feriscono (vedi i catastrofici terremoti del 1783 e del 1908), questa terra di epiche leggende e fascino antico che e’ lo Stretto di Messina.
Terremoti, frane e maremoti con i quali dobbiamo essere pronti a convivere quando decidono che e’ di nuovo il momento di devastare tale area: L’area del ponte! (Area ad elevatissimo rischio sismico a causa della frattura sottomarina (faglia del sistema AfroEuropeo) che attraversa lo Stretto).
Ed e’ qui, fra Scilla e Cariddi, che nascera’ Il Ponte sullo stretto, parte finale del cosidetto “corridoio Berlino-Palermo”, considerato da alcuni quale elemento essenziale per lo sviluppo del Meridione e per la fine dell’isolamento siciliano (bastasse così poco!. E poi come suona brutto questo “corridoio Berlino-Palermo” che tanto ricorda il famigerato “Asse Berlino-Roma” di bellica memoria!)
Ma come si giunge all’ingresso del ponte? E cosa ci aspetta una volta attraversato?
Ipotizziamo di voler andare da Roma a Palermo via terra utilizzando il pubblico trasporto. Abbiamo 2 alternative:
• L’intercity Roma - Palermo (ne abbiamo un paio fra cui scegliere)
• Il pullman che deve percorrere circa 925 km tutti di autostrada.
Qualunque sia il mezzo che scegliamo la durata del viaggio, traghettamento incluso, e’ quasi la stessa: 12 ore e 30 con l’intercity (partenza da Roma alle 20,30 ed arrivo a Palermo alle 09,00) e 12 ore e 40 in pullman (21,30 – 10,10) alla incredibile velocita’ di 73 Km/ora!
Ovvio pensare che la colpa sia tutta di questo breve tratto di mare e dei lunghi tempi di attesa per attraversarlo. Ma quando il ponte sara’ una realta’ tali tempi si ridurranno di ben 30-40 minuti e la velocita’ media balza’ a 77 km/ora!
Non sto scherzando, e’ la verita’ VERA che nessun politico potra’ mai smentire, anche perché sono in pochi, sia di destra che di sinistra, che si siano mai cimentati in un cosi’ avventuroso viaggio.
Ma se la colpa non e’ del traghetto, dove sta l’inganno?
Ancora un attimo di attenzione: Il treno* fa piu’ fermate sulla tratta di 228 km a binario unico fra Messina – Palermo (perche’ obbligato per alternarsi con quelli che provengono in direzione opposta) che nei 700 km da Roma a Villa SG. Il tempo di percorrenza di questo treno da Messina a Palermo e’ di 4 ore e 05 minuti alla fantastica velocita’ media di 62,3 km/ora(* Fonte orari ferroviari Trenitalia), un vero e proprio record per la Sicilia .
Ovvia conclusione e’ che sulla tratta RM-VSG il treno e’ piu’ “veloce” rispetto all’autostrada (segno evidente dell’inadeguatezza della SA-RC), mentre sulla tratta ME-PA l’autostrada e’ piu’ scorrevole rispetto alla ferrovia a binario unico
Tornando al corridoio Berlino – Palermo un autotreno che percorre l’intero percorso ridurrebbe la durata del viaggio di 30-40 minuti: non male rispetto alla giornata e mezza attuale!
Sicuramente potrebbe essere un vantaggio per i pendolari fra le due sponde dello stretto che vedrebbero dimezzare i tempi di viaggio, ma a fronte di un ancora non quantificabile salasso sul pedaggio dovendo ammortizzare in tempi ragionevoli il faraonico costo dell’intera opera.
Non entro nel merito dell’impatto ambientale o dei nuovi posti di lavoro perché non sono un esperto, ma voglio affrontare, sempre fa utente, un ultimo problema fondamentale: quello della sicurezza.
Il Ponte e' tecnicamente fattibile a fronte di soluzioni audaci in grado di resistere in sicurezza a venti, correnti ed eventi sismici, però teniamo presente le condizioni ambientali nelle quali si verrebbe ad operare: le stesse della famigerata SALERNO-REGGIO CALABRIA! (Una lunga sequenza di frane e smottamenti così come parte della ME-PA o della PA-CT (Credo che in oltre 35 anni di attivita’ non si possa registrare 1 solo giorno di assenza di cantieri!) .
Quali le cause ?
Forse il territorio? Ma se non riusciamo a mettere in sicurezza una, anche se a volte impervia, strada, che garanzie può darci un ponte di progettazione così ardita! E poi, quanto incide il colpevole e consapevole uso di materiali scadenti ?
Gli appalti, i sub-appalti e la mafia ? Ma perché e’ forse cambiato qualche cosa negli ultimi 50 anni ? Ancora oggi l’autostrada e’ oggetto di inchieste della magistratura e di un numero infinito di attentati e gia’ la Direzione investigativa antimafia ha messo a conoscenza il Parlamento che Cosa nostra tenta di interferire sulla realizzazione del Ponte e che in merito e’ stata avviata un'inchiesta.
E se, come probabile, molte delle ditte candidate alla costruzione del Ponte saranno le stesse che oggi operano nei lavori della Salerno - Reggio Calabria e che vedono le cosche come partner ingombranti ma necessari la musica (sicurezza) potrebbe essere la stessa?
Ed allora, per una cosi’ colossale opera irta di difficolta’ di ogni genere ed i cui benefici per la comunita’ sono ancora da dimostrare, e’ spontaneo porsi una domanda:
a chi giova?
Sicuramente alla mafia ed alle imprese con essa collusa, ma forse non basta. Mi viene il sospetto che qualche altro possa avere interessi ancora piu’ forti. Non e’ che tale ponte verra’ battezzato e passera’ alla storia come
Ponte Silvio” ?